Cosa si può dimenticare…

…in 6 mesi? Un profumo, un viso, una voce, una persona? È davvero possibile? O sembra impossibile solo a me, visto che tu sembri aver dimenticato tutto?

Lo leggo e penso che ormai è marzo. E l’anno scorso, proprio a marzo, ti conoscevo. E ci scambiavamo la pelle e tutto il resto. E ora tu non ci sei. E io mi domando cosa mi è rimasto. E allora leggo e rileggo questo libro, e ti sento più vicina.

Lo leggo e penso che ormai è marzo. E l’anno scorso, proprio a marzo, ti conoscevo. E ci scambiavamo la pelle e tutto il resto. E ora tu non ci sei. E io mi domando cosa mi è rimasto. E allora leggo e rileggo questo libro, e ti sento più vicina.

The Stooges, “No fun”

Metti in lavatrice i cieli neri, i foglietti illustrativi di tutti i nostri ieri.
— Le Luci della Centrale Elettrica

Basta poco…

…per far sì che il piatto della bilancia penda dalla parte negativa. In quel caso non state tanto a menarvela e rimuginarci sopra, la risposta ve la do io: non era amore.

La primavera è sopravvalutata…

…per me. Nient altro che polline, bambini che urlano nei parchi, e buonumore sparso nell’aria. Cazzo. Ma andate a fanculo.

Le foto che si nascondono nei libri…

…sono quelle del vero amore. Quelle dell’unica persona che non dimenticheremo mai. E che nonostante il tempo e gli amori passati rimane lì. Come quelle foto, nascoste tra le pagine di un libro che abbiamo nascosto tra tanti altri, ma che sappiamo essere sempre al solito posto.

Qualche volta fare la carogna è la sola cosa che resta ad una donna.
— Dolores Claiborne, Stephen King
Prendi il giorno di carnevale. Prendi un bosco fuori città, nebbioso e buio. Prendi maschere e mantelli. Prendi due amici. Mettici un buono scatto, e il risultato è questo.

Prendi il giorno di carnevale. Prendi un bosco fuori città, nebbioso e buio. Prendi maschere e mantelli. Prendi due amici. Mettici un buono scatto, e il risultato è questo.

Era troppo amore.

Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso, e azzardato e fecondo e doloroso.

Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse.

Per questo si infranse.

Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente si infranse.

Crollò

come una torre troppo alta,

come una scommessa troppo alta,

come un’aspettativa troppo ambiziosa.

— A. Grandes
Non mi succede niente di che. Sono solo un po’ stanco e stanco di parlare male di me. Di dire come sto, e di sapere cosa ne penso e cosa non ne penso.
— Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica)

Avete mai notato…

…con quanta cura si scelgono le parole per non ferire? Più di quelle d’amore, d’affetto, di rabbia, di odio. Le parole per non ferire sono le più difficili da dire, sono le più difficili da mettere in fila. Si scelgono accuratamente perchè si sa che andranno a colpire qualcuno che abbiamo amato tanto. E che tanto ci ha fatto male. Ma in qualche modo ancora lo si vuole preservare dal dolore. Come si fa con i bambini. E allora si passa molto tempo a scegliere le parole per non ferire. Il risultato, più o meno, è questo…

"Ciao, come stai?"

Oskar: Sei molto vecchia? Quanti anni hai?Eli: Ho  dodici anni ma li ho da un sacco di tempo.

Oskar: Sei molto vecchia? Quanti anni hai?
Eli: Ho dodici anni ma li ho da un sacco di tempo.

Nina Zilli, “Per sempre”

"Perchè l’orgoglio in amore è un limite

che sazia solo per un istante e poi

torna la fame”